Domenica 21 Luglio 2002 Ore 21.00
Piazza Giovanni XXIII Chiesa S.Pietro Apostolo PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA SU CARAVAGGIO
È intervenuta la Proff.ssa Mariella Carlotti
dal 20 al 28 Luglio 2002
Scuola Elementare G.A. Acquaviva - Giulianova Lido Mostra sul Caravaggio
"Ex Umbris In Veritatem - Il Paradosso di Caravaggio" La mostra sul Caravaggio intende delineare un percorso sintetico dell'opera del sommo pittore. Sono esposte le immagini di alcuni dei dipinti più significativi, distribuiti nel periodo compreso tra gli esordi romani e gli ultimi giorni napoletani, dal 1592 circa al 1610. Ma perchè il titolo, "Ex umbris in veritatem"? Perchè è significativo dell'evoluzione del pensiero e della tecnica del grande pittore lombardo, proteso in una ricerca della realtà che si accompagna, idealmente, a una sempre più profonda e drammatica ricerca della verità ultima delle cose. Nello studio del Caravaggio, è impossibile separare l'opera dalla personalità dell'artista e la mostra punta sugli effetti realistici e "teatrali" della rappresentazione, ma anche su alcune problematiche nodali, quali i rapporti del pittore con la Chiesa, con la committenza, con la tradizione cattolica, in un momento di intensi dibattiti culturali. La mostra è curata da Marco Bona Castellotti, in collaborazione con Silvia Bianchi, Silvia Perossi, Emmanuela Ronzoni, Silvia Tartara, Manuela Villani. orario 20.00 - 24.00 - Visite guidate ogni giorno alle ore 21.30 e 22.30 - Ingresso Libero
Nell'ambito della mostra è stato presentato il:
Meeting 2002 "II sentimento delle cose, la contemplazione della bellezza" Rimini - 18-24 agosto “Quando il sonno stacca la presa, il primo sentimento che deve invaderci è il sentimento delle cose". Questa riflessione, così vivida e avvincente, è contenuta nel commento di don Giussani a un inno delle Lodi del monastero delle Trappiste di Valserena, pubblicato su di un libro che è tra i più belli: Tutta la terra desidera il tuo volto. Che si intende per sentimento delle cose? La capacità dell'uomo di prendere coscienza amorosa di quanto lo circonda. Il senti mento delle cose non è un moto intimistico dell'animo, ma è uno stadio della conoscenza del reale. Il soggetto "che sente" è così sensibilmente trasportato verso l'oggetto, cioè verso la realtà delle cose, da porsi subito nell'atteggiamento dell'attesa. Le cose invadono il suo sguardo e la sua mente; penetrano con la stessa forza d'urto che si sprigiona nel momento in cui gli si aprissero gli occhi per la prima volta. Il cuore di questo "osservatore" avido di verità, pronto a commuoversi, è come in febbrile all'erta. Il sentimento amoroso delle cose è anche la condizione della loro conoscenza e la condizione del riconoscimento, nella realtà, del valore originariamente desiderato: la bellezza. Ma cosa sia la bellezza, quali innumerevoli definizioni siano state date dalle diverse culture di questa parola, è un argomento molto complesso. Non solo nella tradizione cristiana, il bello era considerato in un nesso con il vero e il bene. Se la bellezza si conforma al vero non può che essere in consonanza con natura e ragione; quindi, per il pensiero cristiano-cattolico, che da Agostino e Balthasar interviene ripetutamente sul tema, la bellezza, ontologicamente connaturata all'Essere creatore, si riflette nel creato, come splendore del vero. Così, essa acquista consistenza e concretezza; non è una realtà effimera e transitoria. E' qualcosa che muove la libertà dell'uomo eticamente. Tra etica ed estetica la parentela è strettissima e nella contemplazione della bellezza ogni atto morale viene vissuto più intensamente, perché "l'entusiasmo che nasce dalla bellezza è incomparabile con quello che nasce dalla dedizione". Dal sentimento delle cose al riconoscimento della bellezza il passo è breve, poiché se si guarda la realtà con amore, la bellezza non può rimanere nascosta; esce allo scoperto. Un passo ulteriore è rappresentato dalla contemplazione, parola caduta in disuso o erroneamente riferita a processi spiritualistici di sublimazione, privi di qualunque consistenza cognitiva. La vita contemplativa non si contrappone alla vita attiva, bensì la integra e la illumina. Contemplare la bellezza significa riconoscerne razionalmente la natura rivelata e incorrotta. Contemplazione è sinonimo di stupore, laddove lo stupore non sia pura reazione sentimentale. Nella contemplazione permane una tensione razionale che si traduce in lucidità di sguardo, commosso e capace di riconoscere la bellezza. Il Meeting del 2002, nella multiforme varietà dei suoi eventi e nel festoso contesto di incontro tra persone, esperienze e realtà provenienti da paesi, fedi e culture diverse, pone quest'anno a tema, e non impropriamente, proprio una questione come la contemplazione della bellezza. |