Venerdì 10 Gennaio 2003 ore 21.00
Centro Congressi Kursaal - Giulianova Lido LA MORTE E LA FANCIULLAQuartetto d'archi in re min. D. 810 di F.Schubert
Eseguono i Cameristi Toscani
Introduce all'ascolto il M° Marco Zurlo Spettatori presenti: 180 Realizzato con il patrocinio del Comune di Giulianova e in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato della Provincia di Teramo L'Incasso è stato interamente devoluto in beneficenza all'AVSI Spiegazione del concerto La Cavalcata dell'eterno di Luigi Giussani Nel primo movimento del quartetto di Schubert, dopo l'accenno alla morte, brevissimo, quasi involontario, c'è il soprassalto e la rivincita della vita. Tutto il primo movimento appare determinato dall'affermarsi della vita, la morte è come obliterata. Ma la morte è un fatto e il fatto, presto o tardi, si impone: contro i fatti non si può fantasticare all'infinito. Il secondo movimento, bellissimo, rappresenta il tema della morte ed è come un singhiozzo nel senso letterale della parola, espresso dal mordere degli archi: davanti alla morte cerchiamo di vivere con la nostra cautela, ma l'evidenza del fatto è troppo forte e, come esprime il secondo movimento, l'uomo sembra cedere e piangere. Ma non è possibile, non è accettabile per l'uomo che il senso dell'esistenza sia negativo: avviene così, nel terzo movimento, una sorta di dibattito tra il sì e il no, tra speranza e disperazione. Questo terzo brano assomiglia alla vita del cuore umano, un miscuglio, una mescolanza delle situazioni vissute nel primo e nel secondo movimento, come un travaglio del cuore in cui il ricordo triste continua a dominare, ma viene frenato e attraversato dal desiderio di continuare a vivere. L'ultimo movimento descrive quello che noi affermiamo quando diciamo che la realtà è segno. La morte non è l'ultima parola, così come la corruzione delle forme non è la verità delle cose. Ecco infatti che la vita, che sembra finire, non muore, ma cammina dentro l'eterno, come dice una canzone di Adriana Mascagni: "nell essere tu fammi camminare". La quarta parte, che io chiamo la cavalcata dell'eterno, è la descrizione di una vibrazione positiva e vittoriosa, come una cavalcata, un correre nei campi grandi del cielo con tutta la compagnia che ora ci sta intorno, perché l'eterno è la verità del presente, ed è bello immaginarsela a cavallo. Il Mistero che fa tutte le cose le ha concepite con questa lucidità positiva, con questo amore ultimo, perché tutto è destinato alla felicità. Bisogna sfondare tutti i limiti: allora si incomincia a essere felici sulla terra: "Chi mi segue avrà la vita eterna e il centuplo quaggiù", ha detto l'ebreo Gesù di Nazareth. Soltanto il pensiero sulla morte può dare ai pensieri sulla vita l'intensità tematica, la drammaticità melodica e la lucidità positiva che emergono nell'ultimo movimento di questo capolavoro di Schubert. Il dibattito tra il si e il no sfocia nel misterioso sì del quarto e ultimo movimento. È un si misterioso, perché Schubert non conosce il volto del destino, ma sa che c'è, ci deve essere... la grande cavalcata. CAMERISTI TOSCANI
Fondato nel 1995, l'ensemble svolge intensa attività cameristica in tutta Italia. Gli strumentisti che lo compongono collaborano con importanti Orchestre Italiane e svolgono attività didattica presso Conservatori o importanti istituzioni musicali. Nel corso di questi anni il gruppo ha tenuto numerosi concerti in varie formazioni, tra le quali trio con pianoforte, ottetto e quartetto d'archi, con particolare attenzione per la musica romantica. Marco Zurlo
Milanese di nascita e formazione, ha compiuto gli studi musicali presso la Civica Scuola di musica sotto la guida di A. Leone, diplomandosi presso il Conservatorio "G. Verdi" di Torino e perfezionandosi in seguito con C. Romano a Ginevra e Biella e con S. Gheorghiu a Fiesole. Ha seguito i corsi di musica da camera del Trio di Trieste, di Paolo Borciani e di Franco Rossi. Dopo aver ricevuto vari riconoscimenti nei concorsi di Biella, Stresa e Vittorio Veneto, nel 1985 ha vinto il posto di violino di spalla presso l'Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, dove ha suonato per due anni esibendosi come solista nei concerti di Schumann, Prokofiev e Mozart. Dal 1987 fa parte, come primo dei secondi violini, dell'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, collaborando da allora con più importanti direttori del panorama musicale internazionale. Ha inoltre collaborato come spalla con le Orchestre Rai e Angelicum di Milano, gli Archi della Scala, Orchestra del Festival "A. B. Michelangeli" di Brescia e Bergamo, Orchestra da Camera di Siena e come prima parte e solista con i Pomeriggi Musicali, i Virtuosi Italiani, i Solisti Fiorentini,i Filarmonici di Verona e i Musici Mundi. Già docente nei Conservatori di Trento, Cesena, Siena e attualmente presso il corso di alta formazione strumentale Mimesis Maggioarte, svolge intensa attività solistica e in formazioni da camera (tra cui i Cameristi Toscani e Accademia Ambrosiana) suonando con interpreti quali S. Gazzelloni e T. Brandis. Ha inciso per Rai, Sipario dischi, Pier Verany e Ars Nova. Alessandro Alinari
Fiorentino, si diploma in violino nel 1986 sotto la guida di Luigi Gamberini al Conservatorio "Cherubini" di Firenze, perfezionandosi con Sandro Materassi per lo strumento e Franco Rossi per la musica da camera. Vince numerosi concorsi nazionali ed internazionali, sia come solista che in duo. Dal 1984 fa parte dell'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino: nel 1990 è concertino, quindi, nel 1996, primo dei secondi violini. Come solista collabora con i Musici Mundi, i Solisti Fiorentini, gli Archi Italiani e si esibisce in varie formazioni cameristiche. E' stato scelto come unico rappresentante italiano insieme a musicisti provenienti dalle più importanti orchestre del mondo in occasione del concerto d'inaugurazione delle Olimpiadi Invernali in Giappone diretto da Seiji Ozawa e ha preso parte al concerto per il Bicentenario del Tricolore sotto la direzione di Claudio Abbado. Andrea Pani
Diplomatosi presso il Conservatorio di Cagliari, si è perfezionato a Firenze con Tanamura (prima viola dell'Orchestra di Tokio), Juri Bashmet, Piero Farulli, Augusto Vismara, Paolo Borciani e il Quartetto Borodin. Attualmente è prima viola dei Musici Mundi. Collabora come docente di viola in importanti corsi estivi di perfezionamento. Francesco Fontana
Nato a Genova, si è diplomato sotto la guida di A. Zanardi presso il Conservatorio "N. Paganini" di Genova. Ha partecipato a vari concorsi ottenendo più volte il premio (Stresa, Genova) come solista e in gruppi da camera. Ha seguito corsi di perfezionamento e seminari con interpreti quali R. Filippini, A. Janigro, A. Bylsma, Yo Yo Ma. Negli anni 1988-89 ha fatto parte dell'Orchestra Barocca Europea e dell'Orchestra Giovanile Italiana come primo violoncello, seguendo i corsi di T. Kopman, J. Ter Linden, D. De Rosa, R. Zanettovich, P. Farulli, A. Faja e G. Caramia. Sempre in quegli anni ha ottenuto il Diploma di merito nei corsi di quartetto tenuti da P. Farulli presso l'Accademia Chigiana. Ha collaborato con Orchestre Sinfoniche (Orchestra Nazionale della Rai, London Symphony, Orchestra della Svizzera Italiana, Orchestra Rai di Torino) e come primo violoncello con altre formazioni tra cui l'Orchestra da camera di Siena, l'Orchestra Sinfonica di Galicia, l'Orchestra del T° Bellini di Catania, l'Orchestra Internazionale d'Italia e "Scarlatti" di Napoli. Svolge intensa attività didattica presso vari Istituti musicali e corsi estivi; ha effettuato concerti per Rai e RTL. Ha inciso per Decca, Dinamic, Sony e Rca. Si ringrazia lo Sponsor:
Achille Passeri & Figlio s.r.l. Via Aldo moro, 88 - 65129 PESCARA www.passeri.com |
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